qualità del suono negli apparecchi acustici digitali

L’apparecchio acustico digitale, per poter elaborare e trattare digitalmente il suono, ha la necessità di digitalizzarlo. Infatti il suono è analogico, per cui per effettuare un processo di elaborazione digitale è necessario:

  • prelevare i suoni che possono provenire da qualsiasi fonte analogica (microfono, induzione magnetica, registrazione, ecc.) ed inviarli in ingresso al sistema,
  • trasformare i suoni dal formato analogico a quello digitale mediante un convertitore analogico/digitale (che può avere architetture di funzionamento diverse, ma stessa funzione),
  • elaborare i suoni in formato digitale mediante un elaboratore dati elettronico (generalmente a 16 o 32 bit) che gestisce in forma numerica i vari parametri del suono campionato
  • riconvertire i suoni elaborati dalla forma digitale a quella analogica mediante un convertitore digitale/analogico che svolge un compito esattamente invero a quello in ingresso
  • inviare i suoni analogici convertiti al trasduttore di uscita per l’ascolto

Un segnale analogico può essere visto come una tensione elettrica i cui valori variano con continuità. L’informazione di tipo digitale e’ invece caratterizzata da sequenze di valori binari (detti “bit”), che formano le parole binarie (costituite da n bit).

La quantizzazione assegna valori discreti per descrivere un segnale continuo e generalmente più bit vengono usati, più accurata è la trasformazione, perché il rapporto segnale/rumore e’ proporzionale al numero di bit adoperati (riduzione del “rumore di quantizzazione” in misura di 6 db per ogni bit adoperato).

La fase di campionamento ha invece lo scopo di rilevare le variazioni d’ampiezza del segnale con una certa frequenza. Infatti, mentre un segnale analogico può assumere nel tempo un qualsiasi valore d’ampiezza, un campione rappresenta dei valori solo in quell’istante. E’ quindi chiaro che maggiore sarà la “frequenza di campionamento”, migliore sarà la descrizione del segnale campionato ed è chiaro che a frequenze di campionamento più basse corrisponde una scarsa qualità nella conversione delle frequenze acute. La frequenza usata per campionare la musica, che quindi garantisce una buona rappresentazione dei segnali (senza perdere informazioni) per tutte le frequenze dell’udibile è 44.100 Hz

Il grande vantaggio della rappresentazione digitale del suono e’ che, dato che l’elaboratore tratta i segnali come numeri, le uniche fasi in cui possono essere introdotte alterazioni indesiderate dei segnali sono quelle di acquisizione e di conversione del suono. Quindi, in sostanza, la qualità del suono elaborato digitalmente, dipende direttamente dai parametri della conversione analogico/digitale (frequenza di campionamento e numero di bit) e dalla qualità dei trasduttori elettromeccanici di entrata (microfono) e di uscita (ricevitore o altoparlante).

Un pensiero su “qualità del suono negli apparecchi acustici digitali

  1. Quindi in teoria per campionare suoni prodotti dalla maggior parte degli strumenti musicali, che di solito non superano i 10.000 Hz, potrebbe bastare, per avere una riproduzione accettabile, un campionamento a circa 20 kHz. La maggiore frequenza di campionamento è quindi necessaria per convertire con una buona qualità anche le armoniche udibili che possono arrivare a 20 kHz.

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