il colore del rumore

La parola “rumore” in generale (in ambito acustica, elettronica, fotografia, ecc.) indica un segnale indistinto, caotico, non desiderato, di origine naturale o artificiale, spesso di disturbo rispetto all’informazione trasmessa in un sistema.  In acustica, nello specifico,  Il rumore viene definito come una somma di oscillazioni irregolari, intermittenti o statisticamente casuali.

Tuttavia in ambito scientifico diversi tipi di rumore possono essere quantitativamente caratterizzati studiandone il contenuto spettrale. La classificazione del rumore è di fondamentale importanza nello studio di tutti quei segnali che contengono delle componenti casuali e trova massiccio impiego nella tecnologia del suono.

In natura esistono vari tipi di rumore e la terminologia relativa ha origine in analogia con lo spettro delle onde elettromagnetiche, così un rumore viene chiamato analogamente alla radiazione elettromagnetica di spettro simile: per es.  una radiazione elettromagnetica di spettro simile a quello del rumore bianco, all’interno della banda della luce visibile, appare all’occhio umano come luce bianca.

Il rumore bianco è un tipo di rumore caratterizzato dall’assenza di periodicità nel tempo e da ampiezza costante su tutto lo spettro di frequenze. Esso è del tutto casuale, e la sua ampiezza e frequenza a un dato momento è indipendente dagli istanti precedenti.
E’ il suono che si sente, ad esempio, quando la radio non è sintonizzata su una stazione.
Nella pratica però il rumore bianco puro è inesistente, poiché nessun sistema è in grado di generare uno spettro uniforme per tutte le frequenze esteso da zero a infinito, mentre in realtà è riferibile ad un intervallo di frequenze (rumore bianco a banda finita o limitata).

r bianco

il rumore grigio è rumore casuale sottoposto ad una curva di filtro pari alla sensibilità psicoacustica (curve isofoniche) in un determinato intervallo di frequenze, dando all’ascoltatore la percezione che sia altrettanto forte a tutte le frequenze.

r grigio

il rumore rosa , che è più strutturato del bianco e più gradevole all’orecchio, in fisica si definisce come un rumore in cui le componenti a bassa frequenza hanno potenza maggiore a differenza del rumore bianco in cui l’ampiezza è uguale per qualsiasi frequenza.
In acustica questo tipo di rumore è strutturato in modo tale da compensare la ridotta sensibilità dell’orecchio umano alle basse frequenze, ciò conferisce al rumore la stessa energia per ogni ottava, e viene utilizzato per l’equalizzazione del suono in ambito professionale.
Esso può essere ottenuto dal rumore bianco con un’apposita azione di filtro delle alte frequenze: l’intensità decresce nel passaggio da un’ottava all’altra come l’inverso della frequenza. Ciò significa che essa dimezza nel passaggio da un’ottava all’altra (in scala logaritmica ciò equivale ad una attenuazione di 3 dB).
Sembra che il rumore così costruito abbia proprietà rilassanti assomigliando a molti rumori naturali (la pioggia, le cascate d’acqua, ecc…)

r rosa

Il rumore marrone è più strutturato del rumore bianco e rosa. Presenta un’accentuazione ancora maggiore, rispetto al rumore rosa, della presenza di basse frequenze. L’intensità decresce, da un’ottava all’altra, come l’inverso del quadrato della frequenza (cioè con un attenuazione, in scala logaritmica, di 6 dB). Il rumore marrone assomiglia ad un rombo di tuono.

Il rumore rosso presenta un’ulteriore accentuazione della presenza di basse frequenze. Esso suona come un rimbombo molto basso (un treno che passa nel metrò, il rumore di un motore che fa vibrare, per risonanza, le pareti di una stanza) e si colloca alla soglia in inferiore delle frequenze udibili. E’  utilizzato negli effetti acustici musicali da film.

il rumore blu è il complementare del rumore rosa, quindi mostra una prevalenze delle alte frequenze con un incremento delle intensità di 3dB per ottava. Suona come una sorta di sibilo, stridulo e artificiale.

r blu

il rumore viola è il complementare del rumore marrone con una forte prevalenze dell’intensità delle alte frequenze (intensità cresce di 6 dB per ottava). L’effetto sibilante è ancora più fastidioso.

r viola

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